Emorroidi/ragadi

Diagnosi e terapia di malattie proctologiche a Roma

Il professor Valter Ripetti è specializzato nella diagnosi e terapia delle malattie proctologiche, 
ossia quelle che coinvolgono l'ano retto. L'ano, insieme al retto, devono essere considerati come un'unità anatomo-funzionale, dedicata a funzioni altamente specializzate. Queste funzioni sono regolate da una serie di meccanismi, per lo più involontari e non controllabili dalla nostra volontà, grazie ad un gran numero di riflessi con partenza e arrivo nell'intestino, ma soprattutto nel retto e nell'ano. L'ano è anatomicamente formato da due cilindri di tessuto muscolare, uno interno (sfintere interno), 
non controllato dalla volontà, e uno esterno (sfintere esterno), che risponde invece ai comandi volontari. La vascolarizzazione intestinale sottomucosa (parete interna) è particolarmente sviluppata in corrispondenza dell’ano, dove forma il plesso 
artero-venoso emorroidario. Le emorroidi fisiologicamente presenti, vengono distinte in interne ed esterne in base alla loro localizzazione rispetto alla linea dentata (confine fra ano e retto). Le emorroidi interne sono localizzate al di sopra della linea dentata, le emorroidi esterne al di sotto. Sono molto importanti in quanto conferiscono plasticità alla parete
 retto-anale, che è estremamente importane nell’atto della defecazione, e partecipano al controllo della continenza. 
In proctologia nell’ultimo decennio è avvenuta una vera rivoluzione soprattutto in ambito terapeutico, 
ricorrendo sempre più frequentemente a trattamenti chirurgici mini-invasivi, che non determinano dolore e non necessitano di medicazioni post-operatorie, come ad esempio la THD per il trattamento della patologia emorroidaria, la VAAFT per il trattamento delle fistole anali e rettali, l’EPSIT per il trattamento delle fistole sacrococcigee e la Neuro-Modulazione Sacrale per l’incontinenza fecale.

Le malattie proctologiche

Le emorroidi

 Le emorroidi sono delle vene fisiologicamente presenti nell’ano, molto importanti in quanto partecipano ai meccanismi della continenza. Si può parlare di patologia emorroidaria soltanto quando si ammalano, con comparsa di sintomi tipici, fra i quali il più comune è il sanguinamento post-evacuativo.
I farmaci sono importanti, ma non hanno alcun effetto sulla progressione della malattia. L'approccio più efficace è la prevenzione, mediante l’esecuzione di controlli periodici, peraltro molto utili come depistaggio per la patologia neoplastica. 
 
Quale trattamento?

Numerose sono le tecniche chirurgiche attualmente disponibili, il più moderno e meno invasivo è rappresentato dalla THD® (Transanal Hemorrhoidal Dearterialization) il metodo consiste nell’individuazione, con una sonda doppler, dei rami terminali delle arterie emorroidarie che mediante una particolare sutura riduce l’afflusso di sangue alle emorroidi e le riposiziona nella loro sede naturale La tecnica THD® è una procedura minimamente invasiva, in quanto non comporta alcuna asportazione di tessuto ed è assolutamente sicura; riduce quasi totalmente il problema principale delle tecniche chirurgiche tradizionali: il DOLORE.

Ragadi anali

Lesione ulcerativa del canale anale che si manifesta come un’urgenza dolorosa che troppo facilmente viene attribuita alle emorroidi. 
Fra le cause determinanti annoveriamo la stipsi e la diarrea, la prima per il trauma meccanico determinato dall’evacuazione di feci dure e voluminose, la seconda in quanto altamente irritanti. L’ipertono anale è sempre associato alla ragade anale. Non è chiaro se sia la causa o la conseguenza della ragade, comunque la sua correzione determina una rapida guarigione.  
Il sintomo caratteristico è rappresentato dall’intenso dolore che compare durante la defecazione, perdurando diverse ore. Il sanguinamento è post-evacuativo di colore rosso vivo e generalmente di scarsa entità. 

Terapia

Le ragadi recenti e paucisintomatiche possono guarire spontaneamente. La terapia conservativa è finalizzata al trattamento del dolore, alla riduzione dell’ipertono anale e alla riepitelizzazione della lesione. Nelle forme croniche o associate ad altra patologia, la terapia è chirurgica (riduzione dell’ipertono anale mediante sfinterotomia), modulata dai dati manometrici in modo da ridurre il rischio dell’incontinenza fecale e della recidiva.

Per informazioni sulla chirurgia proctologica, chiamare il 06 86275830

Share by: